Germogli di futuro:
una risposta umanitaria
integrata nel cuore del
* Mali

La fuga dai conflitti armati nel nord e nel centro del Mali ha privato di ogni mezzo di sussistenza migliaia di persone. Le famiglie sfollate sono accolte da comunità già colpite da crisi climatica e difficile accesso al cibo. Questo progetto ha sostenuto insieme famiglie sfollate e di accoglienza: oltre 5650 persone per le quali i bisogni sono più urgenti.

Il difficile contesto ha aggravato la precedente situazione di crisi climatica e insicurezza alimentare. WeWorld ha accompagnato le comunità colpite con un nuovo approccio volto a restituire loro autonomia e dignità a partire dalla produzione di cibo.

Nelle aree di Bandiagara e Douentza le comunità hanno accolto un gran numero di persone in fuga dall’insicurezza, ma il contesto rimane di estrema instabilità alimentare e minaccia alla sicurezza delle popolazioni. Sostenere persone sfollate e popolazione ospitante insieme è fondamentale.

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FAMIGLIE SFOLLATE SUPPORTATE

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FAMIGLIE OSPITANTI SUPPORTATE

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BAMBINE E BAMBINI CHE HANNO RICEVUTO FARINE ARRICCHITE

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KIT PER COLTIVAZIONE FUORI-SUOLO CONSEGNATI ALLE FAMIGLIE

WeWorld e ODI Sahel, attore maliano impegnato nella risposta ai bisogni delle popolazioni in condizioni di maggiore vulnerabilità al centro del Mali, hanno realizzato un’azione congiunta grazie a un finanziamento umanitario dell’Unione Europea. L’iniziativa si è articolata su assistenza alimentare, nutrizionale e rafforzamento dei mezzi di sussistenza mettendo insieme diverse modalità di intervento: trasferimenti monetari, distribuzione di farine arricchite, sostegno all’agricoltura, tra cui l’agricoltura fuori-suolo per chi ha perso ogni accesso alla terra, e all’allevamento familiare. Il progetto ha combinato l’aiuto diretto alla formazione tecnica, al fine di rafforzare in modo sostenibile l’autonomia delle persone coinvolte e delle loro comunità.

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Oltre 730 famiglie sfollate e oltre 210 famiglie delle comunità di accoglienza, in condizioni di grave vulnerabilità, hanno ricevuto aiuti in denaro. L'importo dell'aiuto è stato calcolato in base alle dimensioni della famiglia, garantendo così una distribuzione equa e giusta.

Quasi 800 bambine e bambini (tra i 6 e i 23 mesi) hanno ricevuto ogni mese farine arricchite, accompagnate da incontri rivolti alle madri per condividere consigli pratici sulla nutrizione e comprendere meglio i rischi legati a un’alimentazione povera, con l’obiettivo di rafforzare in modo sostenibile la salute nutrizionale delle famiglie.

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Consegna di Kit per coltivazione fuori-suolo.
Consegna di Kit per coltivazione fuori-suolo.
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Bandiagara e Douentza, regioni centrali del Mali.
Bandiagara e Douentza, regioni centrali del Mali.
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Partecipante che ha ricevuto la somma di denaro prevista dal progetto su base mensile per l’acquisto di beni alimentari.
Partecipante che ha ricevuto la somma di denaro prevista dal progetto su base mensile per l'acquisto di beni alimentari.
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Formazione sull’agricoltura fuori-suolo fornita dallo staff di ODI-Sahel, partner maliano del progetto.
Formazione sull'agricoltura fuori-suolo fornita dallo staff di ODI-Sahel, partner maliano del progetto.
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Alcune delle piante usate per avviare i kit di coltivazione fuori-suolo.
Alcune delle piante usate per avviare i kit di coltivazione fuori-suolo.
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Una donna che riceve pecore e un kit per prendersene cura a Somboli, regione di Bandiagara, come parte del supporto alle famiglie previsto dal progetto.
Una donna che riceve pecore e un kit per prendersene cura a Somboli, regione di Bandiagara, come parte del supporto alle famiglie previsto dal progetto.

Le famiglie sfollate non hanno terra per praticare la tradizionale coltivazione di sussistenza: l’hanno lasciata indietro quando hanno dovuto abbandonare le loro case, e ora sono ospitate in terreni che non sono loro e che, nella maggior parte dei casi, non sono adatti alla coltivazione a causa della siccità ormai cronica.
Per questo le soluzioni agricole innovative, come la coltivazione fuori-suolo, sono una proposta risolutiva: si tratta di un metodo di coltivazione in cui le radici delle piante non crescono nella terra ma dentro contenitori grazie a un substrato preparato appositamente.
Più di 400 famiglie sfollate e 35 famiglie di accoglienza hanno ricevuto un kit agricolo e la formazione necessari per avviare questo tipo di coltivazione, per poter produrre frutta e ortaggi.

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La formazione destinata ai servizi tecnici locali e alle équipe dell'organizzazione partner ODI-Sahel garantiscono la continuità e l'impatto duraturo del progetto.

Nelle comunità di accoglienza altre 35 famiglie sono sostenute nella pratica di colture alimentari tradizionali, mentre altre 30 ricevono kit per l’allevamento e sono anch’esse accompagnate da una formazione specialistica. La formazione che il progetto rivolge all’equipe e al partner locale è essenziale per gettare le basi di una resilienza a lungo termine, rafforzando capacità e autonomia, sostenuta dagli stessi attori del territorio.

Voci dal Mali

Siamo arrivati a Bandiagara a seguito di uno spostamento di popolazione causato dal conflitto. Sono l’unica persona che lavora dopo la morte di mio marito e il cibo non è mai sufficiente. Oggi, grazie alle attività del progetto, la mia famiglia ha ritrovato il sorriso: ho ricevuto sostegno economico e ho imparato a coltivare alcuni ortaggi nei sacchi. Col denaro dato da WeWorld, ho avviato un piccolo commercio di pesce affumicato. Ringrazio infinitamente WeWorld e i suoi partner per il sostegno a noi famiglie sfollate e a noi donne capofamiglia.

M.
Sfollata residente nella regione di Bandiagara. Capofamiglia, vedova, madre di 3 figli.

Ho lasciato Kendié a causa del conflitto armato. Ho perso praticamente tutto. Grazie al denaro datomi da WeWorld ho pagato le spese mediche dei miei figli e aiutato altri membri della famiglia. Oltre al denaro, ho ricevuto anche kit per la coltivazione fuori suolo e farina arricchita: coltivo nei sacchi a casa mia e ho persino iniziato a consumare alcune verdure nei miei pasti quotidiani. Ringrazio per il sostegno e chiedo di continuare ad aiutarci, soprattutto nelle attività generatrici di reddito.

R.
Sfollata residente nella regione di Bandiagara.

Prima di questo progetto, avevo enormi difficoltà: poco cibo, non riuscivo a pagare per le rette scolastiche dei miei figli né le loro cure mediche. Col trasferimento di denaro, ho potuto acquistare cibo e una parte utilizzarla per la scuola, il materiale scolastico e anche le spese mediche. Ho imparato nuove cose partecipando al corso di formazione sulle tecniche di coltivazione fuori suolo e orticoltura. Queste conoscenze mi hanno permesso di mettere in pratica questa nuova agricoltura a casa mia e produrre il cibo che ci serve.

P.
Sfollato residente nella regione di Bandiagara. Sposato e padre di 5 figli

Il conflitto ha costretto me e mio marito a lasciare il nostro villaggio e abbandonare tutto. Qui a Tanga, grazie al progetto, la fiducia e la coesione tra le famiglie ospitanti e noi sfollati si è rafforzata poco a poco. Con i kit per la coltivazione fuori suolo, produciamo cetrioli, melanzane e persino gombo nel nostro cortile. Questo ci permette di non doverci recare nella boscaglia o al mercato locale per procurarci la verdura, con i rischi che ciò comporta, e ci permette anche di vendere parte della nostra produzione. Abbiamo così potuto migliorare e diversificare le nostre entrate e la nostra alimentazione. Ringraziamo i team e i collaboratori per tutto quello che hanno fatto per noi.

S.
Persona sfollata residente a Bandiagara, 42 anni, madre di 4 figli.

Prima dell'arrivo di WeWorld a Dedji per ricevere aiuti dovevo camminare per più di 35 km fino a Kendié, con rischi e minacce lungo il percorso. Oggi il team di WeWorld e il suo partner vengono fino a casa nostra. Ricevo soldi, farina arricchita e molte altre cose. Grazie ai soldi ho potuto pagare il materiale scolastico per i miei figli. Con i kit per la coltivazione fuori-suolo possiamo consumare verdure fresche ogni giorno. Ringrazio infinitament per l'assistenza e siamo pronti ad essere supportati per superare altri ostacoli e così affrontare meglio la nostra situazione.

F.
Persona sfollata residente a Bandiagara, 54 anni, madre di 5 figli.

Gli aiuti arrivano direttamente nelle comunità dove le persone sfollate sono accolte e sono consegnati sul posto dal team di campo del progetto con il supporto della comunità.

WeWorld ha deciso di consegnare gli aiuti direttamente là dove le persone coinvolte nel progetto abitano. In questo modo hanno ridotto i lunghi spostamenti, a piedi e sotto il sole, delle persone sfollate verso un punto unico di distribuzione.
Riducendo gli spostamenti le persone sono protette dai rischi a cui si esporrebbero percorrendo lunghe distanze e la coesione sociale nei villaggi delle comunità ospitanti ne risulta rafforzata. Tutta la comunità è coinvolta nelle fasi del progetto e le opinioni di tutte le persone sono prese in considerazione per rispondere al meglio ad ogni esigenza.
Durante lo sfollamento le famiglie hanno perso tutti i loro beni e mezzi economici compromettendo anche la possibilità di iscrivere figlie e figli a scuola. Grazie ai trasferimenti di denaro per l’acquisto di beni alimentari, le famiglie hanno potuto gestire autonomamente questa risorsa e scegliere di pagare le rette per reinserire figlie e figli nelle scuole dei villaggi di accoglienza di Tanga e Dedji.

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La scelta di adottare i trasferimenti in denaro ha anche rafforzato la permanenza a scuola dei bambini e delle bambine provenienti da famiglie sfollate: grazie a questo sostegno molte famiglie hanno potuto pagare le rette di iscrizione alla scuola del villaggio di accoglienza.

Secondo il personale del Centro Sanitario Comunitario di Tanga, l’assistenza sotto forma di trasferimenti in denaro ha aumentato la frequenza delle donne incinte al Centro per le visite prenatali.

Il nostro progetto di assistenza alimentare ha fornito un accesso adeguato al cibo, aumentato la condizione nutrizionale di bambini e bambine, ma gli effetti secondari sono stati in qualche modo sorprendenti. Il progetto ha rafforzato la protezione della popolazione sfollata, soprattutto in termini di sicurezza, salute e istruzione, favorendo così una migliore intesa all’interno delle comunità. Fornendo ad attori locali gli strumenti per generare cambiamenti positivi nei loro territori l’intervento, partito dall’assicurare accesso al cibo, ha gettato le basi per una maggiore resilienza della popolazione sul lungo periodo permettendo a chi ha dovuto scappare lasciando indietro tutto di ricostruirsi un futuro.

Effetti del progetto, oltre al supporto alimentare:

Bambini e bambine tornano a scuola.

Aumento del ricorso alle cure sanitarie.

Le donne partecipano alle decisioni familiari.

Coesione sociale tra comunità sfollate e comunità ospitanti.

Maggiore sicurezza.

“Nessuna decisione viene presa prima della consultazione con le persone accompagnate: le persone della comunità sono al centro dell’attività durante ogni fase del progetto. Le risposte che il progetto fornisce corrispondono alle reali esigenze dalle comunità. È una vera gioia e un orgoglio farne parte, imparare ogni giorno qualcosa in più con WeWorld.”

Issiaka Ouologuem

Assistente di Progetto, WeWorld - Bandiagara