WeWorld, insieme al partner maliano ODI Sahel, ha realizzato una risposta grazie a un finanziamento umanitario dell’Unione Europea. L’azione è articolata su assistenza alimentare, nutrizionale e rafforzamento dei mezzi di sussistenza combinando diverse forme di intervento: trasferimenti monetari, distribuzione di farine arricchite, sostegno all’agricoltura, tra cui l’agricoltura fuori-suolo per chi ha perso ogni accesso alla terra, e all’allevamento familiare. Il progetto combina l’aiuto diretto alla formazione tecnica, al fine di rafforzare in modo sostenibile l’autonomia delle persone coinvolte e delle loro comunità.
Oltre 360 famiglie sfollate e oltre 150 famiglie delle comunità di accoglienza, in condizioni di grave vulnerabilità, ricevono aiuti in denaro. L'importo dell'aiuto è calcolato in base alle dimensioni della famiglia, garantendo così una distribuzione equa e giusta.
Oltre 400 bambine e bambini (tra i 6 e i 23 mesi) ricevono ogni mese farine arricchite, accompagnate da incontri rivolti alle madri per condividere consigli pratici sulla nutrizione e comprendere meglio i rischi legati a un’alimentazione povera, con l’obiettivo di rafforzare in modo sostenibile la salute nutrizionale delle famiglie.
Le famiglie sfollate non hanno terra per praticare la tradizionale coltivazione di sussistenza: l’hanno lasciata indietro quando hanno dovuto abbandonare le loro case, e ora sono ospitate in terreni che non sono loro e che, nella maggior parte dei casi, non sono adatti alla coltivazione a causa della siccità ormai cronica.
Per questo le soluzioni agricole innovative, come la coltivazione fuori-suolo, sono una proposta risolutiva: si tratta di un metodo di coltivazione in cui le radici delle piante non crescono nella terra ma dentro contenitori grazie a un substrato preparato appositamente.
Più di 400 famiglie sfollate e 35 famiglie di accoglienza hanno ricevuto un kit agricolo e la formazione necessari per avviare questo tipo di coltivazione, per poter produrre frutta e ortaggi.
La formazione destinata ai servizi tecnici locali e alle équipe dell'organizzazione partner ODI-Sahel garantiscono la continuità e l'impatto duraturo del progetto.
Nelle comunità di accoglienza altre 35 famiglie sono sostenute nella pratica di colture alimentari tradizionali, mentre altre 30 ricevono kit per l’allevamento e sono anch’esse accompagnate da una formazione specialistica. La formazione che il progetto rivolge all’equipe e al partner locale è essenziale per gettare le basi di una resilienza a lungo termine, rafforzando capacità e autonomia, sostenuta dagli stessi attori del territorio.
Prima dell'arrivo di WeWorld a Dedji per ricevere aiuti dovevo camminare per più di 35 km fino a Kendié, con rischi e minacce lungo il percorso. Oggi il team di WeWorld e il suo partner vengono fino a casa nostra. Ricevo soldi, farina arricchita e molte altre cose. Grazie ai soldi ho potuto pagare il materiale scolastico per i miei figli. Con i kit per la coltivazione fuori-suolo possiamo consumare verdure fresche ogni giorno. Ringrazio infinitament per l'assistenza e siamo pronti ad essere supportati per superare altri ostacoli e così affrontare meglio la nostra situazione.
Il conflitto ha costretto me e mio marito a lasciare il nostro villaggio e abbandonare tutto. Qui a Tanga, grazie al progetto, la fiducia e la coesione tra le famiglie ospitanti e noi sfollati si è rafforzata poco a poco. Con i kit per la coltivazione fuori suolo, produciamo cetrioli, melanzane e persino gombo nel nostro cortile. Questo ci permette di non doverci recare nella boscaglia o al mercato locale per procurarci la verdura, con i rischi che ciò comporta, e ci permette anche di vendere parte della nostra produzione. Abbiamo così potuto migliorare e diversificare le nostre entrate e la nostra alimentazione. Ringraziamo i team e i collaboratori per tutto quello che hanno fatto per noi.
Questo progetto ha cambiato molte cose per noi, soprattutto grazie al denaro che ci viene dato: ho pagato le tasse scolastiche e le spese mediche dei miei figli. Questo mi ha dato un grande sollievo. Le opinioni di noi donne vengono ascoltate: il team del progetto e i nostri mariti ci chiedono il nostro parere prima di prendere decisioni che ci riguardano. Grazie a WeWorld e agli altri partner per aver permesso a noi sfollati residenti a Dedji di soddisfare i nostri bisogni alimentari immediati, le nostre cure sanitarie e l'istruzione dei nostri figli.
Gli aiuti arrivano direttamente nelle comunità dove le persone sfollate sono accolte e sono consegnati sul posto dal team di campo del progetto con il supporto della comunità.
La scelta di adottare i trasferimenti in denaro ha anche rafforzato la permanenza a scuola dei bambini e delle bambine provenienti da famiglie sfollate: grazie a questo sostegno molte famiglie hanno potuto pagare le rette di iscrizione alla scuola del villaggio di accoglienza.
Il nostro progetto di assistenza alimentare ha fornito un accesso adeguato al cibo, aumentato la condizione nutrizionale di bambini e bambine, ma gli effetti secondari sono stati in qualche modo sorprendenti. Il progetto ha rafforzato la protezione della popolazione sfollata, soprattutto in termini di sicurezza, salute e istruzione, favorendo così una migliore intesa all’interno delle comunità. Fornendo ad attori locali gli strumenti per generare cambiamenti positivi nei loro territori l’ intervento, partito dall’assicurare accesso al cibo, ha gettato le basi per una maggiore resilienza della popolazione sul lungo periodo permettendo a chi ha dovuto scappare lasciando indietro tutto di ricostruirsi un futuro.
“Nessuna decisione viene presa prima della consultazione con le persone accompagnate: le persone della comunità sono al centro dell’attività durante ogni fase del progetto. Le risposte che il progetto fornisce corrispondono alle reali esigenze dalle comunità. È una vera gioia e un orgoglio farne parte, imparare ogni giorno qualcosa in più con WeWorld.”
Issiaka Ouologuem
Assistente di Progetto, WeWorld - Bandiagara